Taranto

Taranto fu la più grande fra le città-stato della
Magna Grecia, famosa per i suoi mitili e la porpora che se ne ricavava, buona per tingere tessuti e pareti, ma anche per le sue scuole filosofiche.
I Greci vi eressero un’acropoli e svariati templi.
I Romani la chiamarono
Tarentum e la ridussero a semplice porto, buen retiro per intellettuali come Orazio e Virgilio.
Vessati da Goti e Saraceni, ricostruita dall’imperatore bizantino Niceforo il Foca, e poi occupata dai Normanni, svevi, angioini e aragonesi, oggi appare bifronte con un
suggestivo centro medievale ed una imponente industria siderurgica.
La città vecchia è detta isola perché sorge su un’isola artificiale nata nel 1480 in seguito al taglio dell’istmo che la collegava alla terra ferma (fu scavato un canale, che fu reso navigabile, a scopi difensivi). Ferdinando I di Borbone ebbe il merito di costruire il primo ponte poi sostituito nel 1887 da un’opera di ingegneria grandiosa per quei tempi: il nuovo ponte si apriva a metà con due bracci in grado di ruotare, da cui il nome di
ponte girevole.
Esso misura 86 metri di lunghezza, sette di larghezza e si colloca a 12 metri dal livello del mare. Azionato da motori elettrici, si apre per consentire il passaggio delle navi; l’apertura dura due minuti e mezzo e può avvenire più volte al giorno.
Accanto al ponte sorge imponente il
castello aragonese di Sant’Angelo, costruito alla fine del XV secolo da Alfonso d’Aragona per contrastare l’avanzata dei Turchi in Puglia.
La
città vecchia di Taranto va scoperta, attraversata, osservata, respirata, per apprezzarla davvero.
Cuore dell’isola è la
cattedrale di San Cataldo, il monaco irlandese patrono della città. Edificata nell’XI secolo è una delle più antiche chiese romaniche di Puglia, arricchita da sovrapposizioni barocche. Imponenti sono il
cappellone di San Cataldo, con statue, affreschi e tarsie marmoree, e l’altare costellato di pietre preziose.
E poi: la
settecentesca chiesa di San Michele, l’ex convento di San Francesco.
La parte nuova potrai visitarla partendo dal bel lungomare Vittorio Emanuele; gli imponenti edifici che lo costeggiano risalgono agli anni del regime fascista, come il maestoso palazzo del Governo, inaugurato da Benito Mussolini nel 1935.
Nelle vicinanze del lungomare,
villa Peripato, un grande parco ricco di palme e pini da cui si può godere un incantevole panorama del Mar Piccolo.
Particolare rilevanza hanno inoltre: la
concattedrale realizzata nel 1971 dall’architetto Giò Ponti, l’
Arsenale della Marina militare del 1889, il
Museo oceanografico e, soprattutto, il
Museo archeologico nazionale più importante dell’Italia Meridionale dopo quello di Napoli.
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