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I Borghi, l’architettura

Troia Uno dei modi migliori per scoprire e conoscere la Puglia è andare per i numerosi borghi sparsi nella regione.
Le strade da percorrere per raggiungerli sono già un’esperienza unica, e al tuo arrivo resterai letteralmente affascinato dall’atmosfera in cui ti ritroverai.
Facci caso: vicoli, case e chiese sono spesso un tutt’uno con il paesaggio circostante, tanto che avrai quasi la sensazione di far parte anche tu di un insieme inscindibile di arte, storia e natura.

E’ praticamente impossibile enumerare la miriade di borghi presenti in Puglia, ciascuno meritevole di segnalazione per le sue bellezze storico-artistiche-naturali; a te il privilegio di scoprirli nel corso della tua vacanza, mentre di seguito solo alcune indicazioni che, ne siamo certi, costituiranno il punto di partenza di un viaggio affascinante.

Alberobello (BA)


Alberobello Percorrere la statale che si inerpica sulle Murge regala di per sé uno spettacolo mozzafiato, raggiungere Alberobello, in provincia di Bari, la capitale del trullo, è un’esperienza a dir poco unica nel suo genere.
Fondata nel XV secolo dagli Acquaviva conti di Conversano con la colonizzazione della Sylva arboris belli, “selva dell’albero della guerra”, un bosco di cui restano testimonianze sparse nel territorio, oggi la città antica rappresenta un fenomeno architettonico unico al mondo tanto da essere dichiarata monumento nazionale e inserita dall’Unesco nella lista del  Patrimonio dell’Umanità.
La parte monumentale a trulli sorge su due colli separati da un canale carsico: sul colle più alto sorge il rione Monti, sull’altro sorge il rione Aia Piccola.
Si contano più di 1000 trulli e percorrere le strette stradine lastricate è quasi magico: rari esemplari di fragno si alzano contro i muretti a secco sui pendii dell’abitato; lungo le vie, al bianco di calce delle pareti si contrappone il grigio delle cupole coniche dei trulli, decorate con simboli misteriosi e sormontati da pinnacoli di forge diverse.
Se ti trovi in una delle sette strade del rione Monti, questa ti condurrà alla sommità del colle dominata dalla chiesa di Sant’Antonio, anch’essa a forma di trullo.
Se poi raggiungi una terrazza del rione Aia Piccola ed è sera, ti sembrerà di vivere in una favola: dinanzi ai tuoi occhi, un panorama suggestivo fatto di mille luci colorate che fanno capolino tra i tanti trulli disseminati tra le stradine e scalinate.
Se poi è inverno e hai la fortuna di trovarti dinanzi ad Alberobello sotto un manto di morbida neve, ti sembrerà di far parte di una cartolina da conservare stretta nei tuoi ricordi.
E poi, botteghe, negozi, localini, ristoranti…per un pensiero ai propri cari, per passare una piacevole serata o cenare in un buon ristorante.

Fasano (BR)


Fasano
A poca distanza dal mare sorge Fasano, edificata intorno al X secolo in seguito alla distruzione di Egnazia e all’esodo della popolazione nelle campagne.
Fasano è una operosa cittadina, di oltre trentamila abitanti, ha scorci suggestivi e aspetti ridenti; infatti, come tutta la Valle d’Itria, anche Fasano è impreziosita dai circostanti uliveti, frutteti e vigneti.
 L'aria è fresca anche d'estate ed è piuttosto temperata d'inverno, grazie alla cortina delle alture e alla vicinanza del mare e della selva.
La vicinanza di spiagge altamente ricettive, Savelletri e Torre Canne, costituisce un notevole punto di attrazione per gli amanti del mare e delle stazioni termali.
La Selva di Fasano si sviluppa su un tracciato a tornanti lungo circa sette chilometri. Il percorso raggiunge 396 metri sul livello del mare e affascina per il sottostante paesaggio di ulivi secolari, bassi vigneti e mandorli; nella selva si trova anche qualche grotta naturale come quella di Sant’Elia che presenta numerose stalattiti. Dall’alto si può ammirare lo splendido panorama dell’Adriatico in tutta la sua vastità. 
E’ possibile visitare, inoltre, le imponenti masserie, quasi tutte fortificate e immerse nel verde degli ulivi. Alcune di esse ospitano agriturismi dove gustare ottime prelibatezze locali: orecchiette, pesce fresco, dolci di mandorle e l’olio delle colline fasanesi.
Un’ultima affascinante curiosità: a due chilometri si trova lo Zoo safari, dove più di 1000 animali di 40 specie vivono in un territorio di 120 ettari, allo stato libero tra piante mediterranee e ulivi: uno scenario davvero unico ed emozionante.

Monte Sant'Angelo (FG)


Monte Sant'Angelo La leggenda vuole che la città, in provincia di Foggia, sia sorta attorno alla grotta in cui, a più riprese (490, 492, 493 d.C.) apparve l’Arcangelo Michele.
Oggi Monte Sant’Angelo è una deliziosa cittadina arroccata su uno sperone di roccia dal quale si gode di uno straordinario panorama sul golfo di Manfredonia. E’ un borgo agricolo e turistico non lontano dal mare e dalla Foresta Umbra, erede delle mansioni, le prime abitazioni ove trovavano rifugio i pellegrini costruiti attorno alla grotta, poi sviluppatosi lungo le pendici del colle con il suo caratteristico dedalo di vicoli scalinati.
Il santuario di San Michele Arcangelo, con il suo campanile a forma ottagonale, è nel cuore della cittadina ed è uno dei più antichi luoghi di culto della cristianità.
Dal santuario si accede alla Basilica e alla grotta all’interno della quale è custodita la statua in marmo dell’arcangelo attribuita ad Andrea Sansovino.
Poco lontano dal santuario si trova il Castello, quindi il battistero di Giovanni in Tumba, meglio noto come la Tomba di Rotari e, non lontano da quest’ultima, la chiesa di Santa Maria Maggiore ove all’interno si trovano tre importanti affreschi di stile bizantino di cui uno dedicato a San Francesco che, secondo la tradizione, avrebbe visitato la chiesa nel 1216.
All’interno del trecentesco ex convento francescano, inoltre, ha sede il Museo di arti e tradizioni popolari del Gargano “Giovanni Tancredi”.

Ostuni (BR)


Ostuni In provincia di Brindisi, nella Valle d’Itria, è la città bianca per eccellenza.
Un’autentica perla incastonata su tre colli posti alle ultime propaggini delle Murge, che domina la piana di ulivi ultrasecolari che si estende da Brindisi a Monopoli.
Si passeggia in un intreccio di piazzette, strettoie, scalinate e vicoli, tra archi e contrafforti, immersi in un candore di case imbiancate reso ancora più suggestivo dal gioco di luci e ombre e dai vari colori di porte e persiane che distinguevano gli ostunesi (il grigio e il rosso) dagli immigrati (il blu, il marrone e il verde).
Nello splendente biancore emerge l’ocra imponente della Cattedrale in stile tardo gotico del ‘400 e del settecentesco monastero delle Carmelitane, sede del Museo delle civiltà preclassiche, dove si può ammirare Delia, la più antica madre del mondo.

Otranto (LE)


Otranto “Strade tortuose, a gradini e a salite, e mura spesse, e porte inespugnabili. Città costruita sulla paura che i turchi potessero tornare, e tagliare le teste”, scrive Roberto Cotroneo nel suo romanzo, Otranto.
Lo splendido borgo medievale di questo antichissimo centro in provincia di Lecce, nel Salento, è racchiuso tra le possenti mura che gli Aragonesi liberatori edificarono dopo la tragica invasione dei turchi.
Centro la cui importanza è stata storicamente legata al ruolo di snodo stradale, con la vicina Brindisi, e a quello di polo commerciale con l’Oriente, il suo prestigio durò anche dopo la conquista dei Romani (nel 266 a.c.) e crebbe ancor più con la dominazione bizantina e la successiva conquista normanna.
Tragica è invece la data del 28 luglio 1480: una spedizione turca formata da 18.000 uomini sbarcati sottopose la città ad un assedio terribile che si concluse il 12 agosto con la presa della città.
La spedizione faceva parte di un progetto molto ambizioso di Maometto II che prevedeva la sottomissione dell’Italia meridionale e il suo ricongiungimento alla Spagna musulmana.
Nel settembre del 1481 la città fu liberata grazie ad Alfonso d’Aragona, duca di Calabria.
Il principale accesso al borgo medievale è la porta Alfonsina, racchiusa tra due torri cilindriche.
La Cattedrale, nonostante gli interventi quattro-cinquecenteschi, rimane una delle più importanti espressioni del romanico pugliese.
La fama della Cattedrale è legata soprattutto al mosaico che pavimenta buona parte dell’interno.
E poi il possente Castello, costruito tra il 1485 e il 1498, alle spalle del quale è stato rinvenuto il primo tratto delle mura messapiche, che risalirebbe al IV secolo a.C.
Lo storico avvenimento del 1480 viene ricordato dalla chiesa di Santa Maria dei Martiri sorta sul colle di Minerva, luogo dove vennero trucidati dai turchi gli ultimi 800 abitanti che si rifiutarono di convertirsi all’Islam. Ci si arriva salendo una lunga scalinata situata sul lato destro del Castello.

Polignano a Mare (BA)


Polignano a Mare Se vuoi restare letteralmente a bocca aperta dinanzi ad uno dei più suggestivi panorami della Puglia, devi visitare questa località in provincia di Bari.
Polignano sembra uno scoglio emerso dagli abissi in una giornata di bassa marea.
Il paese si affaccia sull’orlo di una falesia che, in corrispondenza del centro abitato, raggiunge i 24 metri di altezza; case a picco sul mare collegate da un’intricata ragnatela di vicoli e vicoletti imbiancati a calce che spesso conducono a sorprendenti aperture sulla scogliera: vere e proprie terrazze panoramiche dalle quali il tuo sguardo si perderà dinanzi all’azzurro orizzonte del cielo e del mare.
Ma le sorprese non sono finite: sopra le case e sotto…le grotte marine!
Sotto ai tuoi piedi, si celano grotte scavate dall’azione del moto ondoso, che nel tempo ha modellato la roccia calcarea del litorale.
La più spettacolare è la Grotta Palazzese, sulla cui sommità, peraltro, vi si trovano un ristorante ed un albergo.
L’acqua che lambisce e invade questa caverna assume, per via dei fondali e dei raggi del sole, uno splendido, ammaliante colore verde-azzurro.
Si racconta che la regina Giovanna I d’Angiò (1326-1382) fu talmente affascinata dalla bellezza della grotta che decise di sedurre il paggio che l’accompagnava e di trascorrere lì, con lui, qualche ora d’intimità.
Ma tante altre sono le grotte, come la Grotta Stalattitica e la grotta della Foca, visitabili solo con imbarcazioni che costeggiano le insenature.
Poco distante dal vecchio borgo, nei pressi dell’Arco Marchesale che fino al 1700 era l’unico ingresso in città, si scende nella suggestiva Lama Monachine (le lame sono profondi letti dei fiumi che danno origine a grotte e calette), attraversata da un ponte d’epoca romana sulla via Traiana e da un secondo ponte fatto costruire intorno al 1810 da Gioacchino Murat quando era re di Napoli.
Si arriva così al vecchio porticciolo situato in una stupenda insenatura detta cala Paura.

Trani (BA)


Trani

Per il suo ricco patrimonio artistico Trani è detta l'Atene della Puglia.

 

Storia, luoghi e atmosfere vi sorprenderanno per la loro bellezza.  E così la leggenda narra che Trani sarebbe stata fondata da Tirreno, mitico figlio dell'eroe omerico Diomede e la storia racconta che popoli e dominazioni hanno arricchito la vita di questa cittadina a nord di Bari: romani, greci, normanni grazie ai quali raggiunse la floridezza economica e la prosperità tali da affermarsi conme emporio commerciale tra il Medio Oriente e gli altri stati d'Italia.

 

Trani è nota per la sua Cattedrale che domina il mare: fondata nel 1097, è dedicata a San Nicola Pellegrino. Eretta su un tempio preesistente, la sua facciata è di pietra bianco-rosato, tipico marmo pregiato di Trani, un elegante prospetto su cui si aprono il rosone e un portale istoriato con figure di animali e scene bibliche; ad affiancarla, il campanile alto 58 metri del primo '200.

 

Gli altri gioielli di Trani sono tutti intorno al porto e nella città vecchia: il castello svevo (1233), Palazzo Coccetta (1458), la chiesa di Ognissanti (o dei Templari) del XII secolo, il settecentesco Palazzo Quercia e la villa comunale con il fortino di Sant'Antonio e una passeggiata con vista sul mare.

 

 


Ma cosa sono i trulli?


Ma cosa sono i trulli? I trulli sono costruzioni sparse un po’ in tutta la regione che, originariamente, sono state adibite a ricoveri stagionali per le attività agricole e pastorali; nel tempo e solo sugli altopiani della Murgia, essi sono stati trasformati in abitazioni permanenti, formando dei veri e propri villaggi di “casedde”, così chiamati nel dialetto locale.
La parola “trullo” esprime sempre il concetto di rotondità, di circolarità; circolare è infatti la cupola dei trulli, come circolare è la concezione del tempo contadino scandito dalla ciclicità delle stagioni lavorative.
Tale concetto di spazio circolare è ben espresso dal termine greco-bizantino “trullos”, ossia “cupola”; la cristianità attribui al termine latino “trullus” il significato di cappella con cupola (a Roma c’era la Piazza del Trullo, oggi Piazza del Popolo).
L’italiano “trullo” deriva dal termine dialettale truddo, usato nel Salento.
I trulli sono la tipica espressione dell’”architettura in pietra a secco”, cioè di tutte le architetture realizzate con assenza di malta.

C’è qualcosa di magico nei trulli.
La forma circolare, ad esempio: destinata ad una abitazione, essa da sempre risponde ad un principio religioso; essa delimita uno spazio magico-sacrale, al cui interno non penetrano le forze del male.
Nel simbolismo sacro, infatti, il cerchio rappresenta il cielo, il quadrato la terra: il trullo li racchiude entrambi.
E poi i pinnacoli: con chiara funzione decorativo-simbolica, essi hanno una origine da ricercarsi, per taluni studiosi, nel culto betilico, professato da antichi popoli orientali.
Difficile dare una spiegazione ai segni in latte di calce disegnati sui tetti conici: orientati verso il cielo sembrerebbero  rivolti ad una divinità.
Secondo alcuni sono simboli riconducibili ad epoche preistoriche; secondo altri, riconducono ad antichi rituali druidici celebrati nelle selve del luogo.

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